Una pianta venuta da lontano Un reportage dalla costa di Cozze · Mola di Bari
16:39:46 41°02′23″ N, 17°08′21″ E
Non è un fico. Non viene dall'India.Scorri per volare
16:39 · Costa di Cozze
Una lingua di calcare bianco tra la macchia e l'Adriatico.
Confine nord del Parco Costa Ripagnola
Muretti a secco, pajare, lentisco, ginepro.
E sul bordo di ogni campo
lui.
Fico d'India
Scorri
Lo chiamiamo fico, ma è un cactus. Lo diciamo d'India, ma è messicano. Lo crediamo nostro da sempre, ma è arrivato con le caravelle. Eppure nessun'altra pianta racconta la Puglia come questa: la sete, la pietra, il confine, il pane dei poveri.
Anno di arrivo nel Vecchio Mondo0
Intorno all'anno in cui la spedizione di Colombo rientra a Lisbona. Nel 1535 Oviedo ne scrive la prima descrizione dettagliata.2
Acqua che la pala può perdere e recuperare0%
Il parenchima di riserva si svuota e si riempie. Le cellule muoiono solo tra 56 e 59 gradi.8
Territorio pugliese a rischio desertificazione0%
La Puglia è la regione italiana dove piove meno. Il fico d'India non chiede altro.14
01 Origine
Da Tenochtitlan a Cozze
Undicimila chilometri, cinque secoli, due nomi sbagliati. Scorri e la rotta si disegna da sola.
1325 Data tradizionale della fondazione di Tenochtitlan
Un'aquila su un nopal
Secondo la tradizione, il dio Huitzilopochtli indicò ai Mexica di fondare la città dove avessero visto un'aquila posata su un nopal. Il nome stesso viene letto come «tra i fichi d'India sulle rocce»: tetl, pietra; nōchtli, il frutto. In nahuatl la pala si chiama nōpalli, da cui lo spagnolo nopal. Il serpente sulla bandiera è un'aggiunta del 1581.4, 5, 3
1575 50–160 tonnellate di cocciniglia l'anno
Il rosso degli Aztechi
Sulle pale, Mixtechi, Zapotechi e Aztechi allevano la cocciniglia del carminio: dal corpo delle femmine si ricava il rosso più prezioso del mondo. Dopo la conquista sarà il secondo prodotto d'esportazione della Nuova Spagna, dopo l'argento, sotto monopolio spagnolo. Tra il 1575 e il 1600 partono dal Messico tra 50 e 160 tonnellate l'anno.15, 16
1493 La traversata
Delle Indie, come tutto il resto
Arriva nel Vecchio Mondo intorno all'anno del ritorno a Lisbona della spedizione di Colombo. Lo chiamano «delle Indie», come ogni cosa che viene dal continente che si crede l'Asia. Dagli orti botanici si propaga nel Mediterraneo: gli uccelli disperdono i semi, i naviganti lo imbarcano come rimedio contro lo scorbuto.2
1768 Opuntia ficus-indica (L.) Mill.
I nomi
Nel 1535 Oviedo la descrive. Nel 1568 Mattioli, vedendola riprodursi «dalle foglie», la scambia per l'opuntia di Plinio: da lì Opuntia, dalla città greca di Opunte. Linneo nel 1753 la chiama Cactus ficus-indica; Miller nel 1768 fissa il nome che usiamo ancora. Ficus perché il frutto ricorda il fico. Indica per un errore di rotta.1, 2, 6
1546 XVI secolo · Sicilia, poi tutto il Sud
Si naturalizza
In Sicilia si naturalizza già nella prima metà del Cinquecento e l'isola diventa il centro di irradiazione verso le altre regioni meridionali. In Puglia i documenti arrivano dopo: nel 1846 Francesco della Martora lo elenca tra le specie fruttifere della Capitanata, «odorose e saporosissime»; nel 1928 Oro di Puglia lo descrive come ricchezza delle zone aride.6, 7
2026 20 settembre · Cozze · 41°02′ N
Oggi, sul bordo del campo
Sulla costa tra Cozze e Polignano il paesaggio è fermo da un paio di secoli: pajare, muretti, macchia e fichi d'India. Dal 2020 è parco regionale; dal 2018 l'arte dei muretti a secco è patrimonio UNESCO. E la pianta che ha attraversato un oceano si sta seccando. Il reportage è più in basso.34, 33, 13
Tenochtitlan19°26′ N · 99°08′ WLisbona38°43′ N · 9°08′ WSicilia38°07′ N · 13°22′ ECozze41°02′ N · 17°08′ E
Rotta disegnata11.086 km
In linea d'aria10.623 km
Anni di viaggio, 1493–2026533
Nomi sbagliati2
«I fichi d'India sviluppavano le loro foglie ampie, grasse, fra i mirti bassi.»
J. W. Goethe, tra Fondi e Terracina, 25 febbraio 178735
02 Puglia
Perché proprio qui
La regione dove piove meno d'Italia. Suoli di calcare, vento salato, estati a quaranta gradi. Cinque ragioni, murate pietra su pietra: scorri e il muro si costruisce.
Il muretto a secco
Costruire con la pietra senza legante: un sapere iscritto dall'UNESCO nel 2018. Ogni pietra qui è una fotografia di Cozze, ogni chiave di volta una ragione.13
00 / 20
01
La sete
Oltre il 57% del territorio pugliese è a rischio desertificazione. Il fico d'India si accontenta di venti, quaranta centimetri di suolo.14, 7
17:38 · Pietra a secco16:59 · Il confine17:00 · Nelle fessure17:38 · Il muro e l'albero02
Il confine
Spine, crescita rapida, nessuna manutenzione. In Salento delimitava le proprietà; in Mesoamerica recintava il bestiame.10, 3
17:00 · Pietra e pala17:34 · La pajara03
Il foraggio
Circa 90% di acqua, 6% di proteine, 4% di calcio: negli anni di siccità le pale sfamavano il bestiame quando l'erba era finita.9
17:38 · Pietra su pietra17:29 · L'edera sulla grotta
In Sicilia, per secoli, da agosto a dicembre i frutti sostituivano il pane. Sulfarina gialla, Sanguigna rossa, Muscaredda bianca.12, 10
17:38 · La torre17:26 · Ciottoli05
La pietra
Muretti, pajare, trulli. Il fico d'India cresce nelle fessure della pietra e ne prolunga il confine: dove finisce il muro, cominciano le pale.13
16:59 · Verso il mare17:29 · Terra secca17:33 · Il campo
03 La pala
Un fusto che finge di essere foglia
Le pale non sono foglie: sono fusti appiattiti, cladodi. Scorri e guarda una pala perdere la sua acqua, come sta succedendo a Cozze.
Acqua di riserva 82%
17:00 → 17:32
01 · Il cladodio
La pala è un fusto
Appiattito, carnoso, pieno di parenchima che immagazzina acqua: può perderne l'82% e recuperare. Ogni pala nuova spunta dal bordo di quella vecchia. Le vere foglie sono le spine.1, 8
Tavola generata (GPT Image 2). Non è un documento storico.
02 · Areole e glochidi
I punti scuri
Sono le areole: da lì escono le spine e i glochidi, ciuffi di setole minuscole e uncinate. Quando la pala invecchia, attorno alle areole compaiono macchie depresse e brune: è lì che il disseccamento si vede per primo.
03 · Il frutto
Sulfarina, Sanguigna, Muscaredda
Da 150 a 400 grammi, raccolto tra agosto e ottobre. In primavera si tolgono i primi fiori per forzare una seconda fioritura: i frutti tardivi sono i bastardoni. Il fico d'India pugliese è iscritto tra i prodotti tradizionali dal 2024.7, 10
04 · Il limite
Le notti a quaranta gradi
Metà delle cellule di una pala matura muore solo tra 56 e 59 gradi. Ma a quaranta gradi continui, anche di notte, l'efficienza fotosintetica cala del 52% in quindici giorni. Il trucco della notte, spiegato più sotto, smette di funzionare.8
05 · Quello che resta
La pianta abbandona le pale vecchie
Prima si raggrinziscono, poi imbruniscono dalla base, poi cedono. A Cozze, alle 17:32, il corpo centrale di questa pianta era già a terra: intorno, un anello di pale giovani con i frutti ancora attaccati.
Nomi
In nahuatl nōpalli. In Salento ficarigna; in Puglia fechedìnie. Opuntia viene da Opunte, città della Locride: un cactus americano con un nome greco.3, 10, 11, 6
Medicina popolare
Pale come cataplasmi, fiori diuretici, frutti astringenti: una farmacia da bordo campo.12
In cucina
Frutti freschi, confetture, sciroppi; il liquore di fico d'India è prodotto tradizionale dal 2001. Le pale giovani si cuociono come verdura.7
Suolo
Cresce con pH tra 5 e 7,5, anche su venti, quaranta centimetri di terra; vuole temperature sopra lo zero, meglio sopra i sei gradi.7
Metabolismo CAM
Di notte apre gli stomi
Il fico d'India respira al contrario. Assorbe l'anidride carbonica di notte, quando fa fresco, e la stocca come acidi organici nei vacuoli. Di giorno tiene gli stomi chiusi e usa la riserva della notte. Così perde pochissima acqua. Scorri: la luna sale, gli stomi si aprono.8
Giorno
Stomi chiusi
Fotosintesi con la CO2 accumulata.
Notte
Stomi aperti
La pianta beve l'aria a temperatura bassa.
Il punto debole
Le notti calde
A quaranta gradi anche di notte, il trucco non funziona più.
Giorno · stomi chiusi
17:26 · La risacca, rallentata iPhone · 120 fotogrammi al secondo
41°02′23″ N, 17°08′21″ E
Calcare
La pietra che regge tutto
Cozze è un borgo di pescatori di 140 abitanti, cinque chilometri a sud-est di Mola di Bari. La scogliera è bassa, segnata in alcuni tratti dalla cavatura del tufo; i ciottoli sono bianchi e levigati; le alghe rosse si spiaggiano tra le pietre. Nel gennaio 2025 una mareggiata ha distrutto i muretti a secco del lungomare.30, 31
17:26 · Ciottoli17:27 · La scogliera bassa17:26 · Alghe rosse
04 · ReportageCozze (Mola di Bari)Sabato 20 settembre 202616:33 – 17:3841°02′23″ N, 17°08′21″ E
Le pale che si piegano
Sono andato a Cozze per fotografare la pianta più ostinata della Puglia. L'ho trovata con le pale raggrinzite, imbrunite, molte a terra. Questo è quello che ho visto, quello che dicono le fonti, e quello che ancora non so.
Il volo sopra i fichi Volo 3 di 3 · DJI · tre metri da terra
17:15:14
17:15 · Dentro il campo
Il drone entra tra le piante. Le pale sono ovunque, a perdita d'occhio.
Da lontano
Sembrano vivi.
Da vicino
Le pale vecchie sono grigie, piegate, afflosciate. Le nuove reggono i frutti.
Continua
↓
Caricamento del volo
Sono arrivato a Cozze poco dopo le quattro e mezza, con il sole ancora alto sulla scogliera. Da qui, cinque chilometri a sud-est di Mola di Bari, la costa corre bassa verso Polignano: un tavolato di calcare bianco, i muretti a secco che scendono fino all'acqua, la macchia di lentisco e ginepro, le pajare. È il confine nord del parco regionale istituito nel 2020, e il fico d'India è ovunque: sui bordi dei campi, nelle fessure dei muri, a ridosso delle canne.30, 33
Le prime fotografie le ho scattate alle 16:58. Le pale erano lì, e sopra c'erano ancora i frutti, arancioni, con le areole scure. Ma bastava abbassare lo sguardo. Sotto la chioma verde, i cladodi vecchi erano grigi, raggrinziti come carta bagnata e lasciata asciugare, piegati verso terra. In alcune piante l'intero corpo centrale era collassato, e restava solo un anello di pale giovani attorno a un cuore marrone.
17:32 · La pianta collassataCozze, bordo del sentiero
Quello che ho visto
Pale raggrinzite e afflosciate, con la superficie a pieghe. Un imbrunimento che parte dalla base e dai bordi. Macchie scure, depresse, attorno alle areole delle pale mature. Pale staccate, a terra, già secche. Frutti presenti quasi solo sulle pale giovani. E una cosa che non ho visto: nelle mie fotografie non compaiono masse cotonose bianche evidenti, il segno più riconoscibile della cocciniglia più temuta.
Da lontano sembrano vivi. Da vicino, no.
17:28 · Macchie sulle pale
Alle 17:15 ho alzato il drone sopra i fichi, a tre metri da terra, e poi lungo il sentiero che taglia i filari verso il mare. Dall'alto la scena cambia: i cespugli sono ancora verdi, ordinati, con la terra battuta in mezzo e l'Adriatico in fondo. È a tre metri da terra che si vede la differenza tra la pianta e la sua ombra: le pale nuove reggono, le vecchie cedono.
Il contesto
Le fonti dicono che il fico d'India è una pianta quasi impossibile da uccidere con il caldo: il parenchima può perdere l'82% dell'acqua e recuperare, e metà delle cellule di una pala matura muore solo tra 56 e 59 gradi. Ma la stessa fonte aggiunge che a quaranta gradi continui, anche di notte, l'efficienza fotosintetica cala del 52% in quindici giorni.8 Ed è esattamente quello che questa costa ha passato. Nel 2024 gli invasi pugliesi hanno perso il 57% dell'acqua rispetto all'anno prima.26 Il 23 ottobre 2025 la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza idrica, con le riserve sotto la metà della media decennale.27 Tra luglio e agosto 2026 le stazioni del Tarantino e del Brindisino hanno registrato massime fino a 37,9 gradi e indici di calore vicini a 43,6, oltre lo stress delle due estati precedenti.28
Nel marzo 2025 erano stati i lecci, in tutta la Puglia, a seccarsi per piogge rarefatte e stress multipli, con le cocciniglie che «attaccano più facilmente le piante già indebolite».24 Le ipotesi, e i loro pesi, sono nel capitolo che segue.
Quello che non so
Non so se sia sete, un insetto, o entrambi. Non ho un microscopio né una diagnosi, e nessuna fonte consultata segnala piante secche proprio qui, su questo tratto di costa. So che le pale nuove hanno ancora i frutti, e che le vecchie stanno cedendo. Tornerò a primavera, quando le pale nuove spuntano dal bordo delle vecchie, per vedere chi ha vinto.
Le ipotesi
Cosa può essere
Tre spiegazioni possibili, pesate sulle fonti disponibili il 20 settembre 2026. Nessuna esclude le altre.
Ipotesi A
Sete e caldo
Tre estati consecutive fuori scala: la peggiore di sempre nel 2024, la quinta più calda nel 2025, e nel 2026 indici di calore vicini a 43,6 sulle stazioni del Tarantino e del Brindisino. Emergenza idrica regionale dichiarata nell'ottobre 2025. Il metabolismo CAM regge il caldo di giorno, non le notti a quaranta gradi.26, 27, 28, 8
Compatibile con le fotoIpotesi B
Cocciniglia
Diaspis echinocacti è presente in Italia e può disseccare la pianta.23Dactylopius opuntiae, che in Marocco ha devastato circa 160.000 ettari, è arrivata in Spagna nel 2009, in Tunisia nel 2021, in Libia nel 2024: ma nessuna fonte consultata ne segnala la presenza in Italia, e nelle mie foto mancano le masse cotonose bianche.21, 19, 20, 22
Da verificare sul campoIpotesi C
Vecchiaia e sale
Le pale invecchiano e la pianta le abbandona; la costa porta aerosol salino. È un'ipotesi da bordo campo, non documentata da fonti su questo tratto: la riporto perché è la prima che viene in mente a chi ci vive, e perché non va scartata senza guardare.
Non documentata
Illustrazione generata · GPT Image 2Non è una foto di Cozze
Come si riconosce Dactylopius opuntiae
I sintomi documentati, confrontati con le fotografie del 20 settembre.17, 18
01Masse cotonose bianche sulle pale Visto a Cozze: no
02Aree giallastre che degenerano in necrosi Visto: in parte
03Imbrunimento e disseccamento dei cladodi Visto: sì
04Caduta dei frutti Visto: no
05Rosso carminio se l'insetto viene schiacciato Non verificato
06Morte entro un anno, in tre mesi se coperta per oltre il 75% Da seguire
Cosa fare se lo vedi. Non spostare pale sospette. Fotografare, annotare luogo e data, e segnalare alla Sezione Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia (osservatoriofitosanitario@regione.puglia.it, 080 5405254; recapiti da riverificare sull'organigramma vigente).25 In Israele e Marocco il predatore Hyperaspis trifurcata è oggi l'arma biologica più efficace.37
Fonti
Documentazione consultata il 20 settembre 2026
Ogni numero nel testo rimanda a una voce di questo elenco. Dove le fonti non bastavano, il testo lo dice.
Le scene storiche del capitolo 01, la tavola botanica e l'illustrazione della cocciniglia sono immagini generate con Higgsfield e sono sempre indicate come tali. Tutte le altre fotografie e i video sono stati realizzati a Cozze il 20 settembre 2026 e non sono stati ritoccati oltre il ridimensionamento.