Vai al contenuto
Apulsense

Quaranta minuti a Cozze

Il 20 settembre 2026, fra le 16.58 e le 17.38, una passeggiata con il telefono sulla costa di Mola di Bari, fra fichi d’India, ciottoli, ulivi e pietre a secco.

La costa di Cozze con una fila di pale di fico d’India lungo un muretto a secco e il mare sullo sfondo, il 20 settembre 2026 alle 16.59.
La costa di Cozze con una fila di pale di fico d’India lungo un muretto a secco e il mare sullo sfondo, il 20 settembre 2026 alle 16.59.

Il 20 settembre 2026, mentre giravo il capitolo sul fico d’India, ho camminato per quaranta minuti lungo la costa di Cozze, a Mola di Bari, fra le 16.58 e le 17.38. Queste sono le fotografie fatte con il telefono, nell’ordine in cui le ho scattate, con l’ora di ognuna.

Non c’è una tesi, solo quello che si vedeva quel pomeriggio. Le pale che si seccano, i frutti ancora attaccati, il mare, gli ulivi poco lontano e le pietre messe a secco, che qui sono dappertutto. Il perché di quelle pale secche, con le ipotesi e le fonti, lo racconta il capitolo sul fico d’India.

Pale di fico d’India appoggiate alle pietre grigie di un muretto a secco, alcune verdi e altre ingiallite, sotto un cielo con nuvole bianche.
Alle 17.00, da vicino, le pale appoggiate alle pietre del muretto, alcune verdi e altre più gialle.
Un fico d’India maturo, arancione, sul bordo di una pala verde chiara, con il mare e il cielo sullo sfondo.
Un frutto maturo sul bordo di una pala, ancora attaccato.
Una pala giovane e stretta, verde scuro, che spunta dal bordo di una pala vecchia e gialla, con il mare e due persone sedute sullo sfondo.
Una pala giovane spunta dal bordo di una vecchia, e più in là qualcuno si gode il sole davanti al mare.
Una spiaggia di ciottoli bianchi con le onde che si rompono sui sassi e una scogliera bassa sullo sfondo.
Alle 17.25 la spiaggia di ciottoli bianchi, con le onde che si rompono sui sassi.
Ciottoli bianchi e lisci in mezzo a un intrico di alghe secche, rosse e scure.
Fra i ciottoli, le alghe secche lasciate dal mare.
Un ramo di ulivo con le foglie strette e alcune olive già scure, qualcuna raggrinzita.
Alle 17.31 un ulivo poco lontano dalla riva, con le olive già scure e qualcuna raggrinzita.
Una costruzione di pietre a secco a forma di cono in mezzo alla macchia, sotto un cielo azzurro con nuvole.
Alle 17.38, nella campagna dietro la costa, una costruzione di pietre a secco a forma di cono, una di quelle capanne di campagna che in Puglia cambiano nome da una zona all’altra, come trullo o pajara.
Il paramento di un muretto a secco, con pietre calcaree chiare e porose messe una sull’altra senza malta.
Le pietre del muretto accanto, messe una sull’altra senza malta.

Fonti

  1. Fotografie dell’autore con un iPhone, 20 settembre 2026, con l’ora di scatto letta dai dati delle fotografie
  2. Il fico d’India a Cozze, il capitolo di Apulsense con le sue fontiapulsense.it/capitoli/fico-dindia/
  3. «Linee guida per il recupero, la manutenzione e il riuso dell’edilizia e dei beni rurali», Piano paesaggistico territoriale regionale, elaborato 4.4.6, Regione Puglia, 2015pugliacon.regione.puglia.it/documents/96721/919501/4.4.6_Manufatti+rurali.pdf/bae97647-4193-a4e4-a270-609778a5431d